mercoledì 25 giugno 2025

I "video brevi" su e con Kim Rossi Stuart che catturano il pubblico della "rete"

 

Sebbene preferisca scrivere e approfondire tutto quanto ha a che vedere con la carriera di Kim Rossi Stuart, mi accorgo che  quel "quid" che cattura e avvicina,ormai, il pubblico ad un personaggio  sono i REEL

Ne ho sempre creati, di video, per diletto. Con Kim cerco di cogliere momenti essenziali, oppure stralci di interviste dove lo si vede anche nelle sue vesti giocose, ironiche e comunque mai banali.

E, perché no? qualche video di foto con traccia musicale che raccontano l'attore dagli esordi, brevemente. Credo risveglino molto le passioni sopite dal tempo, da qualche mancata visione di suoi lavori,  ed infatti le 'risposte' nella Pagina Facebook sono molto consistenti. 

Insomma, per dirla breve, Kim Rossi Stuart piaceva, piace e piacerà sempre! 

QUALCHE REEL...







lunedì 16 giugno 2025

Un salto al 1993. Kim Rossi Stuart su Rai 2 con "Dov'eri quella notte" di Salvatore Samperi




" Dov'eri quella notte "
è una miniserie televisiva diretta da Salvatore Samperi per Rai 2 trasmessa in due puntate il 19 e 21 gennaio 1993

Ambientato nel Perù contemporaneo, il film racconta la storia di un rivoluzionario peruviano impoverito, Tupac (Kim Rossi Stuart), la cui moglie viene uccisa in una rapina in cui era coinvolta. Prima di morire, tuttavia, aveva avuto un figlio. 

Juliette (Catherine Wilkening), una ragazza europea di origini borghesi, ha un buon rapporto con Carlo (Sattman) e una carriera professionale. Decide di andare in Perù per adottare Luisito, un bambino di pochi mesi. Mentre vengono perfezionate le pratiche per l' adozione, il bambino scompare. Le ricerche sono difficili, senza risultati, fino a quando la donna non scopre la verità dall' infermiera che accudiva il piccolo: Luisito è figlio di Tupac, il rivoluzionario peruviano che si è ripreso il figlio e lo ha affidato a una donna india. Juliette non si arrende, e continua il suo viaggio da Lima, nella foresta, sulle Ande, per ritrovarlo. 

 Tupac, inseguito dalle autorità, abbandonato dai suoi compagni rivoluzionari e braccato dai baroni della droga, attende una fine tragica. Un film per la TV sui problemi dell'adozione di bambini da un paese povero da parte dei ricchi paesi occidentali e sulle conseguenze sociali che ciò comporta. Splendido lavoro di ripresa di Carlo Cercuio in esterni, eccellente produzione, sceneggiatura di Vittorio Bonicelli, John Howlett e Viven Zingg.

Del film ho recuperato qualche promo , un articolo ...Per ora.






venerdì 13 giugno 2025

Quando uscì "Brado" : Kim Rossi Stuart , Massimo Recalcati e Andrea Bellavita | Domare la vita, lasciarsi domare | KUM22

Un film fin troppo bello per non essere rivisto e riletto da altre angolazioni, "BRADO", di Kim Rossi Stuart uscito nell'Ottobre 2022. E così ho recuperato un evento di Sabato 15 ottobre 2022 al 
Cinema Italia di Ancona  con la proiezione in anteprima del film e, a seguire:

Moderatrice: Carolina Iacucci


















"Il padre, protagonista del film, interpretato magistralmente dallo stesso Rossi Stuart, è una figura stracciata dalla vita. Dopo la separazione dalla moglie si isola nel suo maneggio di cavalli in una condizione depressiva, degradata e rancorosamente acida nei confronti della vita. Una rovinosa caduta da cavallo gli impedisce di allenare un nuovo cavallo su cui ha riposto, dopo anni di declino, le proprie attese di riscatto. È scostante, autocentrato, persino apparentemente indifferente alle sorti del figlio. Al tempo stesso pretende di insegnare la via stretta della disciplina severa, del sacrificio e della rinuncia attraverso pratiche apertamente sadiche. Come quando per fargli prendere confidenza con il nuoto lo trattiene a forza sott’acqua sino a fargli mancare il fiato...
Nell’addestramento del cavallo il padre ripropone il suo metodo senza successo.  Non ha ancora inteso che per non farsi travolgere dalla vita non bisogna pretendere di dominarla, di governarla, ma piuttosto imparare a fare amicizia con il suo carattere ingovernabile, provare a consegnarsi alla sua potenza. È quello che il figlio - questa bellissima figura di figlio interpretata da un eccellente Saul Nanni - insegna al padre. I ruoli improvvisamente si capovolgono." (Massimo Recalcati)

Già in un post di questo blog avevo parlato del film, lasciando molto ai video del backstage e alle parole di Kim. Ma non troppo avevo detto sull'evoluzione dell racconto. Soprattutto per indurre a guardarlo. 

Fino ad ora non ero mai entrata nel 'tema' finale, che, struggentemente amoroso, come una lama che si conficca nello spettatore già sulle spine per la sorte dell'indomabile cavallo, si svela come un nobile riscatto umano, dolcemente doloroso, ed  è il compendio del grande film "BRADO". La sua ultima, definitiva caduta è come una pacificazione. Tanto Amore in quel sorriso debole, tutto il cuore che ha tenuto stretto dentro, come un morso a catena imposto ad un cavallo ribelle, appunto. Invece si rivela quasi un miracolo e dà l'immagine di Eternità. 
E' questo che lascia Renato in eredità a Tommaso. E forse a tutti quelli che credono fin troppo nel "dominio della Vita"  

QUI un montaggio video che ho realizzato per ricordare l'evento (il critico Bellavita parte dal racconto "La lotta" del libro di Kim Rossi Stuart del 2019 ,da cui il film è tratto) 

L'intero dibattito a questo LINK (CLICCARE PER APRIRE)


martedì 10 giugno 2025

Kim Rossi Stuart, i social , il pubblico che lo apprezza

 



Quando ho deciso, finalmente, di assemblare, selezionare e mettere in rete  la grande mole di materiale conservato gelosamente , tra sceneggiati, film tv, serie e films( raccolti negli anni ) di Kim Rossi Stuart mi assaliva il timore di fare qualcosa di poco gradito a lui... SO e sappiamo bene il rapporto, anzi il NON-rapporto con il Web e i social . Difatti non ne ha, di suoi, personali (diffidate dai PROFILI Instagram o Facebook che lasciano pensare che dietro ci sia Kim: non c'è, non ha social gestiti da lui!) Un Blog non non è un social bensì  uno strumento di diffusione, informazione e approfondimento. Perché la gente si soffermi a leggere ciò che scrivo (e augurandomi che l'"interessato" dia un'occhiata -lo so, non 'si' guarda... ma ci spero! ) 

Onesti, direi, gli spazi web che , con ammirazione, divulgano questo attore con 50, dignitosi e gloriosi anni di carriera.  E da qui questo BLOG-SITO e, inesorabilmente, la Pagina Facebook  collegata. Dico inesorabilmente poiché è abitudine della gente non cercare Siti ma fangroup, e li cerca in Facebook. 

Quello che gestisco riporta post da questo Blog, si definisce anch'esso 'amatoriale' ed è chiaramente NON gestito dall'attore.  Ed è proprio in Facebook che,con sommo piacere verifico quanta stima e affetto ha il pubblico per  Kim Rossi Stuart. Ed io soddisfatta per lui (non per me) . Le famose 'visualizzazioni' , quando sono migliaia sono il  segnale che PIACE, INTERESSA, lo si APPREZZA.

Inserisco un REEL (vanno molto! ) che ho montato e proprio oggi mi ha indotto a fare un post anche qui. Un Kim con molta disponibilità allo scherzo ma anche l'amore per la "verità" (contro le interpretazioni di certa stampa)- un delizioso imbarazzo - e, soprattutto, la professionalità e la compostezza . E lancio  un 'appello' in qualità di portavoce dei suoi estimatori  : 

"KIM ROSSI STUART è desiderato prestissimo al Cinema, in TV, ovunque sia... Magari come Regista, e se, contemporaneamente, anche come Attore, di sicuro farà felice molto suo pubblico!"




Videointervista di Grazia Serra a Kim Rossi Stuart a Villa Pignatelli per i Nastri D'Argento 2025


Il 31 Maggio scorso sono stati consegnati i Nastri d' Argento Grandi Serie 2025 giunti alla loro quinta edizione. Prima molti attori alla Conferenza Stampa  nello scenario suggestivo della terrazza del Royal Continental  di Napoli e successivamente sul  blu carpet di Villa Pignatelli

Qui di seguito la videointervista della giornalista Grazia Serra  (cliccare per profilo Instagram) 


E, a proposito della scena e delle parole "iconiche" del Principe, ripropongo quel momento davvero emozionante, significativo ,che LA SERIE E KIM ROSSI STUART hanno saputo inserire sapientemente proprio nell'ultimo episodio che segna la 'fine' di un'epoca e dello stesso Principe Fabrizio Corbera, IL GATTOPARDO 








sabato 7 giugno 2025

La grandiosità de "Il Gattopardo", del Principe Kim Rossi Stuart , della famiglia Salina in un Making Of di foto e video

 




Il Gattopardo, sei puntate in tutto, rappresenta la più grande produzione Netflix fatta in Italia, merito anche e in primis dell'idea di Indiana Production e Moonage Pictures, capofila del progetto.La serie è stata diretta da Tom Shankland, con la collaborazione di Laura Luchetti e Giuseppe Capotondi, che hanno saputo coniugare la tradizione con un linguaggio visivo moderno e accattivante.

Molto curata nei dettagli, con un occhio di riguardo alle scenografie e ai costumi ( sono state coinvolte 5 sartorie per la realizzazione dei costumi ), per ricreare fedelmente l'atmosfera della Sicilia del XIX secolo. Le riprese, in location reali in Sicilia( Palermo, Siracusa e Catania) , ma anche a Roma e Torino. 

Un cast stellare e una troupe di 250 elementi, oltre a 6 mila persone tra attori e comparse. Sono serviti un anno di pre-produzione per organizzare e costruire il tutto, 106 giorni di riprese e poi quasi un altro anno per tutta la post-produzione. 

La serie ha beneficiato del supporto di Film Commission Torino Piemonte e Film Commission Sicilia, dimostrando l'importanza della collaborazione tra le istituzioni locali e Netflix per la produzione di contenuti di alta qualità. 

 Non si limita a riproporre la trama del libro, ma la arricchisce di nuovi dettagli e punti di vista. Questa nuova versione si pone l’obiettivo di “parlare al presente“, offrendo una lettura più sfumata e complessa dei protagonisti. Il Gattopardo  non è solo un dramma familiare, ma anche un affresco storico e sociale di un’epoca di grandi trasformazion. : la serie Netflix aggiorna  il punto di vista, trasformando i Salina in figure più sfumate, meno monolitiche;esplora il tema del potere, la paura del cambiamento, l’amore e la morte, attraverso una riflessione sulla natura umana e sulla storia, creando maggiore empatia e identificazione nel pubblico.

 La Sicilia del 1860 diventa un palcoscenico di passioni e conflitti, dove si intrecciano destini individuali e collettivi riconoscibili anche oggi; d’altronde i cambiamenti epocali e le guerre, allora e oggi , ribaltano ogni certezza.

Si ringraziano: Indiana Production, Sofia Rivolta,  Fabrizio Donvito (co-CEO di Indiana Production e produttore della serie), Daniel Campos Pavoncelli (partner e produttore della serie) e gli attori, tutti !

















































 MOTIVI della Serie in una parte del Making Of diffuso da NETFLIX 



Al Milano Film Fest si è parlato oggi, 7 Giugno, de "Il Gattopardo"

 

Milano Film Fest Oggi ,Sabato 7 Giugno ore 11,00 IL GATTOPARDO TRA PASSATO E PRESENTE


Un viaggio produttivo immersivo nella Sicilia contemporanea per dare nuova vita a una delle storie più emblematiche della nostra identità culturale. La serie Il Gattopardo reinterpreta, con uno sguardo moderno e cinematografico, il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pubblicato nel 1958 e divenuto un pilastro della narrativa italiana del Novecento.

Un racconto che riflette sul tempo, sul cambiamento e sull’eredità di una nobiltà in declino, attraverso una produzione ambiziosa capace di coniugare passato e presente, letteratura e linguaggio audiovisivo. Un successo anche sul piano internazionale, la serie è rimasta per due settimane nella Top 10 globale degli show non in lingua inglese.

Relatori: Fabrizio Donvito (co-CEO di Indiana Production e produttore della serie), Daniel Campos Pavoncelli (partner e produttore della serie), Irene Magrelli (development executive per Il Gattopardo), Astrid Meloni (interprete di Maria Stella Corbera di Salina)

QUI tre momenti dell'incontro-dibattito 



martedì 3 giugno 2025

Kim Rossi Stuart, il Gattopardo, I Nastri d'Argento e quel "qualcosa" di prezioso che non è stato scritto...

 
di Anna Maffei 
Le serie televisive, le miniserie e i film per la televisione sono stati protagonisti a Napoli sabato 31 maggio 2025, in occasione della quinta edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie, riconoscimenti che ogni anno il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani assegna alle migliori produzioni italiane distribuite e apprezzate anche a livello internazionale. 


Si valutano i film e le serie TV in modo indipendente, considerando gli standard di qualità specifici per ogni medium. L'obiettivo , dunque, è quello di riconoscere l'eccellenza in entrambe le aree, non di creare una competizione artificiale tra cinema e TV. La presenza di serie TV di alta qualità nelle categorie cinematografiche dimostra che la narrazione televisiva ha raggiunto un livello di qualità elevato, ma non significa che  siano in competizione diretta con il cinema. Si tratta piuttosto di due forme di narrazione che possono convivere e coesistere, con i propri meriti e caratteristiche distintive. 

E su questo aspetto, nelle poche e veloci interviste a Kim Rossi Stuart , premiato come PROTAGONISTA /ICONA dell'anno per "Il Gattopardo"  l'artista ha precisato proprio le essenze e le differenti peculiarità , i tempi, l'impegno, la fruzione. Certo è che il Cinema non sarà "soppiantato" dalle serie tv. 
Posso dire , però, che avrei fatto domande diverse al nostro Kim Rossi Stuart ? Lo dico.
Forse il tempo a disposizione era poco . Forse sembrava già sufficiente avergli dato  questo riconoscimento... Non so. Quel che so è che Kim ha lavorato per mesi e mesi per questo che considero uno degli impegni più imponenti della serialità italiana e, soprattutto, ha saputo catturare la complessità e la profondità del personaggio, trasmettendo la sua introspezione, la sua lucidità e, insieme, la malinconia, il tutto con una leggerezza e una naturalezza che hanno reso la sua interpretazione ancora più convincente.
E qui mi sarei "permessa" anche di fare richiami ai personaggi interpretati precedentemente, perché (a mio avviso) molti elementi cari a Kim convergono nel Principe di Salina

Penso che il  Don Fabrizio della serie convogli, in un momento anche di sua maturità artistica, un po' tutte le tematiche e i bisogni narrativi espressi nei suoi lavori precedenti. Intravedo il continuo e necessario bisogno di guardarsi dentro, la consapevolezza dell'esistenza del Male, l'autorità, il rigore ma anche la fragilità (e qui Renato di "Anche libero va bene"/ Brado... anche Tommaso... Gianni de "Le chiavi di casa" ...Dario Maltese, e il suo senso della giustizia...) . Non gliel'ho potuto chiedere, pur avendolo incontrato di corsa ma resto convinta che il Premio, Kim Rossi Stuart, lo abbia ricevuto proprio per aver dato la sua anima a Fabrizio e viceversa: uno scambio, una catarsi che si percepisce in molti momenti del grande lavoro svolto attraverso parole, sguardi, lacrime, sorrisi. In una parola, attraverso un linguaggio corporeo oltre che recitativo che ben si addice al termine "iconico".
Aspettiamo altro da questo attore (e regista)  che ha il merito di presentarsi al suo pubblico quando ha davvero qualcosa di "sentito" da comunicare.


domenica 1 giugno 2025

KIM ROSSI STUART :qualche video e scatti da Nastri d'Argento Grandi Serie 2025

 








Kim Rossi Stuart premiato a Napoli per I Nastri d'Argento 2025 Grandi Serie , Protagonista dell'anno

 Una bella e "calda" giornata napoletana.



(foto cortesia di Luigi Buonincontro -copyright)


La serata dei Nastri d’Argento Grandi Serie 2025 si è svolta in un contesto unico e suggestivo: Villa Pignatelli, una delle location più eleganti e ricche di storia di Napoli, perfetta cornice per un evento che celebra l’eccellenza artistica italiana. L’atmosfera, impreziosita dalla presenza di numerosi volti noti, ha reso l’evento ancora più memorabile.


Ph. Matteo Mignani/SNGC

DA "LA STAMPA"                                                                                                    

Kim Rossi Stuart: sono un diesel, ci metto un po’ a partire ma da vero Gattopardo non ho rimpianti

L’attore Nastro d’Argento come personaggio iconico dell’anno per la serie NetflixIl compito di cinema e tv è alimentare la speranza e combattere la rassegnazione

Fulvia Caprara

Nel continuo confronto con sé stesso, Kim Rossi Stuart sembra aver scelto il ruolo dell’accusa. Auto-assolversi non è il suo mestiere, anzi, al contrario, se qualcosa che lo riguarda secondo lui, non va bene, il primo a farlo notare è lui: «Arrovellarmi intorno al narcisismo, cercare il consenso a ogni costo… tutta roba che non mi interessa e non mi dà niente. Mi viene in mente una frase di Massimo Recalcati che mi piace moltissimo “la prima cosa che un insegnante dovrebbe fare nel momento in cui entra in un’aula, è farsi vedere mentre casca”. Per creare empatia, e poi per aprire la discussione». Con il personaggio del Principe di Salina nel Gattopardo di Netflix, Kim Rossi Stuart ha appena guadagnato il Nastro d’Argento del Sngci come «personaggio iconico dell’anno», e, dall’esperienza, ha tratto nuove considerazioni: «Per me la frase cruciale del libro è quella in cui il Principe dice “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni... Quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, sciacalli, e pecore, continueremo a crederci il sale della Terra”. È una riflessione esistenziale bellissima, ci ricorda che, alla fine, tutto diventa polvere».

Come definirebbe questa fase della sua vita?

«Sono un diesel, lento in tante cose, non ho quella furbizia veloce che hanno tanti. Ho capito adesso che, in un mondo così trasformato, bisogna cambiare sistema, e io lo sto facendo. Sto provando a lavorare in direzioni diverse, buttando tanti semini, sperando che poi qualcosa venga fuori. Cerco maggiore elasticità, anche come attore. In passato i confini di quel che ritenevo giusto erano molto ristretti, sto provando ad allargarli. Prima tutto doveva essere perfetto, al 100%, mi auguro di diventare meno perfezionista. Lo sono stato sempre, anche troppo».

Ha dato l’impressione di tenere al rigore. È così?

«Sì, il rigore mi piace molto, anche se, portato all’estremo, può diventare parente del perfezionismo. Quando lo vedo in qualcuno, dall’esterno, mi fa sempre una bella impressione, mi fa pensare a un’assunzione di responsabilità che genera qualcosa di buono per la società in cui viviamo».

Ha trasmesso anche ai figli la sua passione per il rigore?

«Cerco di farlo, ma con moderazione, rischio di diventare pesantuccio, e lo so. I figli hanno la loro identità e non devo soffocarli, bisogna lasciare spazio alla loro natura. Lo ricordo continuamente a me stesso».

In quest’epoca essere padri è più difficile che in passato?

«La figura paterna è depotenziata, indebolita, in crisi… Spesso vedo uomini imprigionati, non realizzati nei loro ruoli di padri e di mariti. Io lo sono, ma, anche in questo caso, con moderazione, mi reputo realizzato perché ho una famiglia che amo profondamente e ogni giorno mi regala tanta bellezza».

I social sono una presenza capace di influire su tutto, anche sui rapporti tra genitori e figli. Lei come li vive?

«Lo dico con una certa cautela, perché si viene subito apostrofati come reazionari e bigotti…ma se potessi avere una bacchetta magica per eliminare gran parte di questa roba, non avrei esitazioni. Lo farei pure con i cellulari. Sono impegnato quotidianamente nella battaglia per salvare i miei figli, soprattutto il più grande, da questa presenza totalizzante che li rende robot, impegnati a muoversi, anche per strada, guardando perennemente quel maledetto piccolo schermo. Una roba di cui non sappiamo ancora le conseguenze, una vera forma di dipendenza».

La sua visione della vita è più spirituale o più religiosa?

«La spiritualità è fondamentale, è una ricerca connaturata all’essere umano, una risorsa importante, l’unica che può aiutarci a non sguazzare nel fango in cui nasciamo e ci troviamo. Siamo pieni di pulsioni e istinti dettati dalla paura, la spiritualità è l’unica strada per sfuggire alle guerre, al dolore, all’incomunicabilità».

Crede in Dio?

«Ho scoperto che, all’interno degli universi religiosi, possono esserci tante spinte magnifiche, e credo che sia necessario sottolinearlo. Quanto alla fede, mi viene da citare Vittorio Gassman. Diceva sempre di invidiare molto chi veramente crede in Dio, è una cosa difficile, la penso come lui».

Qual è stato l’incontro fondamentale della sua vita?

«Quello con mia moglie. Mi ha stravolto la vita, mi ha obbligato a guardarmi dentro, fino in fondo, mi ha dato tre figli bellissimi e, consapevolmente o no, mi ha trasmesso il coraggio per fare un passo straordinario come quello di lasciarmi andare a una relazione così importante e poi ad essere padre. Anzi, direi che noi abbiamo iniziato proprio da lì».

L’immagine di bellissimo adorato dalle teen ager l’ha perseguitata per anni. Le è pesato?

«Ho dovuto condurre una lotta legittima per liberarmi da una serie di cliché che mi si volevano appioppare. Ho dovuto fare uno sforzo per uscire da quei limiti… Il Principe Romualdo di Fantaghirò era carino e divertente, ma, allora, per me, significava sentirmi chiuso in un ambito che non aveva niente a che fare con le mie aspirazioni. Era solo un divertissement».

Che rapporto ha con il tempo che passa?

«Ci ho pensato mentre giravo Il Gattopardo, anzi, in certi momenti, mi sono sentito risucchiato dal Principe di Salina e dalle sue emozioni sul tema… Nella vita reale posso dire, con molta concretezza, che, quando gioco a calcio, faccio i conti con tanti acciacchi che prima non avevo e adesso mi bloccano. E questo mi fa abbastanza incazzare… dal punto di vista atletico sono sempre stato a un buon livello, adesso molto meno… è difficile da mandar giù. Per il resto direi che si alternano momenti di paura dell’incognito, con altri di grande curiosità per quel che verrà dopo, e quindi di serenità e accettazione».

Ha rimpianti?

«Sono stato formattato per non averne. In me c’è qualcosa che, molto precocemente, mi ha spinto a non dare ascolto a quella voce che ti trascina verso il rammarico. Non è stato neanche uno sforzo, l’ho fatto talmente presto, è un automatismo. Penso che la tentazione del rimpianto sia sinonimo di depressione. Secondo me è sano dire a se stessi che, seppure può capitare di vivere una circostanza che ci ha sottratto qualcosa, si tratta, comunque, di un’occasione di crescita».

Che significato ha per lei essere attore e regista?

«Oggi più che mai il mio desiderio è non alimentare, attraverso il mestiere che faccio, il senso di rassegnazione, l’assenza di speranza. A 55 anni penso sia importante, soprattutto da autore, offrire al pubblico l’idea di una luce, di una possibile via d’uscita».