sabato 22 agosto 2026

Il Gattopardo di Netflix con Kim Rossi Stuart : oltre il mito del 1963, il ritorno alle pagine di Tomasi di Lampedusa

 


C’è un errore culturale che stiamo commettendo collettivamente: rifiutarsi o evitare  di guardare la  serie Il Gattopardo di Netflix per un malinteso senso di protezione verso il film di Luchino Visconti. È tempo di fare chiarezza con serietà.

 Questa imponente produzione cinematografica italiana non nasce per rifare il film del 1963, ma per compiere un atto di giustizia letteraria: rimettere al centro il romanzo capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Chi si sottrae alla visione per difendere un paragone storico sta perdendo l'opportunità di vivere una delle interpretazioni più viscerali, monumentali e spirituali della serialità contemporanea: quella di Kim Rossi Stuart nel ruolo di Don Fabrizio.















Il cinema di Visconti era un'opera d'arte a sé stante, ma l'adattamento cinematografico dell'epoca dovette necessariamente sacrificare la complessità interna delle pagine scritte. Questa serie non tradisce il testo; al contrario, scava i 'non detti', lo scandaglia. Kim Rossi Stuart non è partito da Burt Lancaster: è partito direttamente dalla parola stampata e dalle sensazioni che il personaggio gli suggeriva e che-stranamente- gli erano molto vicine fino a "catturarlo completamente (come più volte ha detto). Ha lavorato sul corpo, modificando la sua stessa fisicità per restituire quel Principe che, nel testo originale, camminava facendo tremare i pavimenti della sua dimora. La sua è una parabola che va dalla carne allo spirito. È il racconto di un uomo massiccio, fiero, ma logorato da una malinconia cosmica, che osserva la fine del suo mondo non con la rigidità di una statua, ma con la sofferenza di un essere umano in carne e ossa.Una dignità corale tutta italiana. Sminuire questa operazione significa anche ignorare la straordinaria prova di dignità che l'intera industria audiovisiva italiana ha dimostrato in questa produzione.

Benedetta Porcaroli dà a Concetta una voce e una centralità narrativa che il libro accenna e che qui esplode in tutta la sua dolorosa modernità.Francesco Colella, nei panni di Don Calogero Sedara, incarna magistralmente l'ascesa di quella nuova classe sociale cinica e affamata che stava per fagocitare la vecchia Sicilia. 

Non siamo di fronte a una copia sbiadita del passato, ma a un kolossal fiero e solenne che rivendica il diritto di tradurre i nostri classici per le generazioni del presente (e spingere i giovani a leggere il romanzo...) . A chi non ha mai visto il film del '63 e usa quel nome come scudo per non avvicinarsi alla serie, dico questo: lasciate da parte i pregiudizi sul "già visto". Questa è una storia di potere, di passioni devastanti, di giovinezza che morde la vita e di vecchiaia che si interroga sul senso della fine. Guardare questo lavoro significa dare valore al grande cinema italiano che non ha paura di osare, di investire e di confrontarsi con i giganti della letteratura mondiale.


domenica 2 agosto 2026

Una serata da ricordare: Kim Rossi Stuart a Todi per il "Festival Liberare la Bellezza "

 Liberare la bellezza: l'incontro con Kim Rossi Stuart

La bellezza non è un'illusione, ma una necessità per l'anima. L'appuntamento si è tenuto venerdì 31 luglio 2026 nella splendida cornice di Todi, presso il Giardino degli Amici dell'Orto, nell'ambito della quarta edizione del festival Liberare la bellezza.

 In questa occasione speciale, l'attore e regista Kim Rossi Stuart ha condiviso una riflessione profonda sul senso dell'arte, intesa come uno strumento vitale per risvegliare le coscienze e curare le ferite del quotidiano.

Il festival nasce proprio con l'obiettivo di riscoprire l'arte come bene comune, sottraendo lo splendore all'abitudine per riportarlo al centro della vita di tutti i giorni. Attraverso il racconto della sua personale ricerca interiore attraverso il cinema, l'ospite d'onore ha mostrato come non si parli di estetica superficiale, ma di una forza etica capace di unire le persone e ispirare il cambiamento. La nostra missione diventa quindi quella di raccogliere questa testimonianza e portare questa luce nella vita quotidiana, ricordandoci che la bellezza ha il potere di generare speranza e offrire nuove chiavi di lettura della realtà.

Nel video che ho messo alla fine c'è un bel ricordo di Kim del padre Giacomo Rossi Stuart, attore, nato, appunto, a Todi. E inoltre 'riconosce ed ammette', senza remore, che nei suoi tre film di regia c'è senz'altro un 'fil rouge' e spunti autobiografici. E a noi piace tanto, questa dichiarazione! 

Ringraziando l'organizzatore, regista Alberto Di Giglio che ha accolto la mia richiesta di far riferimento alla Pagina Facebook dedicata a Kim (cliccare) , ecco  foto e video

Qualche scatto a  della fotografa Silvia Bonetti

































domenica 26 luglio 2026

Il 31 Luglio Kim Rossi Stuart a Todi per "Liberare la Bellezza Festival"

 Dal 24 luglio al 2 agosto il Giardino degli Amici dell'Orto di Todi torna a essere un crocevia di cinema, teatro, letteratura, musica e spiritualità con la quarta edizione di Liberare la Bellezza Festival, ideato e diretto da Alberto Di Giglio. La bellezza, nella visione del festival, non è un elemento decorativo, ma una forza capace di interrogare le coscienze, generare relazioni e offrire nuove chiavi di lettura della realtà. Ampio spazio sarà naturalmente riservato al cinema italiano d'autore. 

Kim Rossi Stuart sarà protagonista, il 31 LUGLIO  con BRADO, intenso racconto sul rapporto tra uomo, natura e riconciliazione. Liberare la bellezza IV Edizione Todi 

24 Luglio - 02 Agosto

📍Giardino Amici dell'Orto - Via Termoli 2





venerdì 24 luglio 2026

martedì 21 luglio 2026

Kim Rossi Stuart al "Fara Film Festival". Foto e video

 Domenica, terza serata del "Fara Film Festival" Kim Rossi Stuart è stato accolto nel suggestivo borgo della Sabina. Ha potuto apprezzare le bellezze artistiche del posto e , sul Belvedere è stato intervistato e ha risposto a domande del pubblico. 

In serata la premiazione con il "Premio Provincia di Rieti

Di seguito, le foto reperite e due montaggi video dalle 'storie' social del Festival 



Foto Gian Luca Pallai e Gabriele Pallai











































VIDEO DEI MOMENTI CON KIM E PREMIAZIONE 





lunedì 20 luglio 2026

Qualche 'anticipazione' dal set del film "L'Unicorno" (titolo provvisorio) con Kim Rossi Stuart













Questa new è della scorsa settimana. Probabilmente, stando ai tempi previsti, il set sarà terminato già. Intanto inserisco qualche dettaglio in più .

 Direttamente dalla Pagina di Emilia-Romagna Film Commission primissime news sul nuovo film con #KimRossiStuart 🤩

"🦄Sono in pieno svolgimento tra le province di Piacenza e Reggio Emilia le riprese di “L’Unicorno” (titolo provvisorio), il nuovo film di Michele Alhaique che abbiamo sostenuto. 

🎬Protagonisti d’eccezione di questo progetto ambizioso sono Kim Rossi Stuart e Alessandro Borghi, a cui si uniscono Fausto Russo Alesi ed Eleonora Giovanardi, insieme a Marta Malvestiti, Pier Luigi Pasino e Chiara Caselli. 

🎥Siamo stati sul set nello splendido castello di Rivalta (PC), per salutare il cast e la produzione guidata da Be Water Film e Rai Cinema, in collaborazione con Tarantula e con la partecipazione di HBO Max. 

👍Non vediamo l’ora di potervene parlare più approfonditamente. Intanto, buon lavoro a tutte e a tutti."


Il cinema non va mai a dormire... o quasi! 🌙✨Ecco uno scatto notturno dal set  a Reggiolo, mentre la troupe è in piena attività. C'è qualcosa di magico e quasi surreale nel vedere i tecnici, gli elettricisti e i direttori della fotografia governare il buio, accendere le luci e trasformare la notte in pura emozione. Il lavoro notturno sul set è fatto di concentrazione assoluta, silenzi improvvisi e  sincronia tra attori e maestranze. Dietro ogni singolo secondo che vedremo, poi,  sullo schermo ci sono ore di fatica e il talento invisibile di professionisti  che lavorano nell'ombra. 🎬🔦



domenica 19 luglio 2026

Grande attesa al Fara Film Festival : Kim Rossi Stuart, ospite d'onore dell'ultima serata

 Gran Finale al Fara Film Festival: Oggi il Borgo della Sabina Accoglie Kim Rossi Stuart

 La settima edizione del Fara Film Festival giunge oggi alla sua attesissima serata finale. Dopo tre giorni intensi di proiezioni gratuite, incontri culturali e parterre d'eccezione, l'atmosfera in Piazza Garibaldi è a dir poco elettrica.Il momento più caldo dell'intera manifestazione è previsto proprio per stasera. C'è grandissima attesa per il red carpet che vedrà sfilare l'ospite d'onore della kermesse: l'attore e regista Kim Rossi Stuart. L'artista romano riceverà il prestigioso Premio Speciale della Provincia di Rieti, un riconoscimento che celebra una carriera eccezionale vissuta tra interpretazioni indimenticabili e acclamate.



martedì 7 luglio 2026

Kim Rossi Stuart : la generosità verso il pubblico e la 'missione' del mestiere

“Dare la vita per un mestiere, per il culto di se stessi, per il desiderio di affermazione è un grosso inganno, un pozzo senza fine perché non sarai mai soddisfatto” (Kim Rossi Stuart )




 C'è chi recita per compiacere i critici di parte e chi, come Kim Rossi Stuart, lavora solo per lo spettatore. Per lui il cinema non è una vetrina per celebrare il proprio ego o inseguire l'affermazione del proprio nome. È, al contrario, un atto di totale generosità con il pubblico, vissuto come l'unico e vero committente dell'opera artistica. È quasi paradossale pensare che un attore  come lui non abbia mai ricevuto un David di Donatello come miglior attore protagonista, nonostante interpretazioni memorabili da "Senza pelle" a "Cosa sarà"a "Brado"... Ma la verità è che certi artisti sono semplicemente troppo grandi per essere rinchiusi dentro le logiche dei festival nostrani. Se proprio dobbiamo guardare ai premi, acquistano un peso e un valore del tutto diverso i Globi d'Oro della Stampa Estera (che lo ha premiato proprio per "Le chiavi di casa" e "Cosa sarà"): un riconoscimento che arriva da uno sguardo terzo, internazionale e decisamente meno condizionato. La sua capacità di andare oltre il narcisismo del mestiere per scavare dentro l'animo umano è il suo vero marchio di fabbrica. Il premio più grande, alla fine, glielo dà sempre il pubblico ogni volta che si emoziona davanti allo schermo.

Un raro video del prestigioso GLOBO D'ORO 2021 ricevuto da Kim come Miglior Attore premiato dalla Stampa Estera per "Casa sarà" . Presentato con successo come film di chiusura della 15ª Festa del Cinema di Roma nell'ottobre 2020, è arrivato nelle sale il 24 ottobre. Dopo appena due giorni  la chiusura forzata dei cinema ne interruppe bruscamente la distribuzione in sala. La produzione decise di destinare rapidamente l'opera al mercato digitale e televisivo su piattaforme a noleggio e, in seguito, in streaming su Amazon Prime Video e Sky Cinema. Solo con la riapertura dei cinema, in primavera, il film ha potuto beneficiare di un'inaspettata "seconda vita" ed essere celebrato con le candidature ai premi, tra cui 2 nomination ai David di Donatello.



martedì 30 giugno 2026

Tornando indietro nei lavori di Kim Rossi Stuart :1995

 💔 "Cuore cattivo" (1995) – Una delle interpretazioni più intense, crude e viscerali degli esordi di Kim Rossi Stuart. Un dramma metropolitano mozzafiato che lascia il segno.🎬💥Lui, Claudio Scalise è un borgataro sbandato, ma il cuore , no, non è cattivo... diventa occasione -e vittima-  di una tv acchiappanotizie , fintamente interessata ai casi umani











"POLIZIOTTI" (1995) Spesso sottovalutato dalla critica dell'epoca, il film "Poliziotti" diretto da Giulio Base rappresenta in realtà un interessante tassello del cinema di genere italiano di fine millennio. Lontano dai fasti del poliziottesco anni '70 e non ancora contaminato dalle successive dinamiche della fiction televisiva, il film si concentra sulla dimensione psicologica della divisa.L'opera vive del contrasto attoriale tra la fisicità ruspante di Claudio Amendola e l'interpretazione intimista, quasi neorealista, di un giovanissimo Kim Rossi Stuart. La Torino notturna e plumbea, fotografata con toni freddi, fa da perfetto specchio al dilemma morale dei protagonisti, costretti a sorvegliare il criminale Sante Carella (un solido Michele Placido).Un film che ha anticipato la rinascita del noir italiano degli anni successivi e che merita un'attenta riscoperta critica











lunedì 15 giugno 2026

Foto di Kim Rossi Stuart e Paolo Calabresi alla Mostra "L'abito FA il monaco"-Festival della Fotografia Italiana - Castello dei Conti Guidi, Poppi (AR)

 📸 DAL SET DE "IL GATTOPARDO" AL FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA 

Cosa succede quando l'abito smette di essere solo un simbolo religioso e diventa un costume di scena?

Dal 12 giugno al 6 settembre 2026, il Castello dei Conti Guidi ospita una mostra fotografica che fa riflettere, sorridere e incantare: "L'abito FA il monaco".

Un viaggio visivo attraverso i volti di porporati, preti, suore e frati che hanno segnato il cinema e le fiction italiane degli ultimi decenni. 🎞️


Uno scatto  che cattura la perfetta fusione tra cinema, storia e spiritualità. La splendida foto di scena realizzata dalla fotografa Lucia Iuorio   ritrae Kim Rossi Stuart nei panni del carismatico Principe di Salina insieme a Paolo Calabresi nel ruolo di Padre Pirrone ( guida spirituale della famiglia, sempre pronto ad ascoltare, ammonire e consigliare tutti...) L'opera fa parte della mostra speciale "Porporati e preti, suore e frati nel cinema e nella fiction italiani" curata da Antonio Maraldi.

Info utili:

📅 Dal 12/06 al 06/09.2026

📍 Castello dei Conti Guidi, Poppi (AR)

giovedì 21 maggio 2026

Dal 1° Giugno sul set Kim Rossi Stuart e Alessandro Borghi con il lungometraggio "L' Unicorno "

 

Ci siamo!New!!! 🎬💥by Cinemotore  !

Il 1° giugno ciak per il film "L'Unicorno " di Michele Alhaique con protagonisti  Kim Rossi StuartAlessandro Borghi 💯

Si gira fino a luglio tra il Canada, Roma e l'Emilia Romagna. Il film sarà prodotto da Be Water

Dopo il debutto con Senza nessuna pietà, con Favino, Gioè e Scarano, Michele Alhaique ha girato serie di successo come Solo, Bang Bang Baby, ACAB – La serie, ecc.


Un binomio attoriale, questo, inedito e di grande prestigio. Restiamo in attesa di altre novità.





venerdì 8 maggio 2026

Kim Rossi Stuart e Alessandro Borghi insieme, con la regia di Michele Alhaique (fonte Cinemotore)

 Sempre un piacere sapere di nuovi progetti di KIM! 



Alessandro Borghi e Kim Rossi Stuart insieme! Cinemotore svela il duo pazzesco per il grande ritorno al lungometraggio di Michele Alhaique.

Dopo il debutto con Senza nessuna pietà, con Favino, Gioè e Scarano, Michele Alhaique ha girato serie di successo come Solo, Bang Bang Baby, ACAB – La serie, ecc.

A breve tornerà per girare un nuovo lungometraggio che avrà due formidabili attori come protagonisti: Alessandro Borghi e Kim Rossi Stuart.

Il film sarà prodotto da Be Water


Il film su Tommaso Maestrelli è un progetto attualmente in fase di sviluppo che vedrà Kim Rossi Stuart non solo come protagonista, ma anche come regista e sceneggiatore. Difatti è attualmente molto impegnato nella fase di scrittura insieme alla famiglia Maestrelli per garantire la massima fedeltà storica. Si ritiene possibile un rimando per l'uscita che era auspicata per Dicembre.

sabato 2 maggio 2026

Dal grande schermo alla polvere del palcoscenico: l'ascesa teatrale di Kim Rossi Stuart



 C’è stato un momento, a metà degli anni ’90, in cui Kim Rossi Stuart avrebbe potuto scegliere la strada più facile: quella del volto da copertina e dei successi televisivi rassicuranti. Invece, ha scelto la penombra delle quinte e la polvere dei palchi più prestigiosi d'Italia.Tra il debutto folgorante con Ronconi e le sfide titaniche di fine millennio, Rossi Stuart non ha solo recitato: ha compiuto una vera e propria metamorfosi. Attraverso i teatri storici -dal Rossetti di Trieste allo Storchi di Modena, passando per l'Arena del Sole di Bologna - ha costruito una carriera fatta di sudore, deturpazione estetica e una ricerca quasi ossessiva della verità.

In questo post ripercorriamo quegli anni cruciali, dal 1994 al 2001, focalizzandoci sulle due vette shakespeariane che hanno ridefinito la sua identità di artista: il dubbio nevrotico del suo Amleto e la discesa agli inferi del suo Macbeth. Un viaggio nella geografia fisica e mentale di un attore che ha preferito essere "re di uno spazio infinito" dentro il guscio di noce del teatro.




Se c’è un’immagine che riassume la rivoluzione teatrale di Kim Rossi Stuart, è quella del suo Amleto che, nel buio di una scenografia essenziale e astratta, scrive col gesso su una lavagna le parole "Essere o non essere". In quel gesto, la regia di Antonio Calenda trasformava il monologo più famoso della storia da declamazione poetica a ossessione tangibile, quasi un compito scolastico esistenziale che il principe danese non riusciva a risolvere.

L’interpretazione di Rossi Stuart, portata in scena tra il 1998 e il 1999, è stata una scossa per il teatro di prosa italiano. Lontano dai toni aulici, il suo era un Amleto nervoso, febbrile e profondamente moderno, che si muoveva in uno spazio mentale prima ancora che fisico. Il fascino dello spettacolo risiedeva proprio nel contrasto generazionale: da una parte un cast di attori esperti e solidi (come quelli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia), rappresentanti di un potere statico e solenne; dall'altra un Kim Rossi Stuart che usava il corpo e la voce con una fragilità aggressiva, specchio di una giovinezza che non trova più riferimenti nei padri. Questa prova non fu solo un successo di pubblico, ma la dimostrazione tecnica che un "attore di cinema" poteva dominare il palco con una disciplina ferrea, rendendo il principe di Danimarca un personaggio vivo, sporco di polvere e gesso, e incredibilmente vicino alle inquietudini del nuovo millennio che stava per sorgere.


Se Amleto è il personaggio che pensa troppo, Macbeth è quello che agisce oltre ogni limite. Il passaggio a Macbeth segna un cambio netto di registro: dall’indecisione alla furia, dall’analisi alla precipitazione. Rossi Stuart affronta questo ruolo mettendo al centro la trasformazione. Il suo Macbeth non è semplicemente un tiranno, ma un uomo che si lascia progressivamente divorare dall’ambizione e dalla paura. La violenza non esplode subito: cresce, si insinua, prende forma scena dopo scena.  Particolarmente efficace è la resa del senso di colpa, che nel Macbeth shakespeariano si traduce in visioni, incubi, ossessioni. Qui l’attore lavora su una tensione continua, rendendo visibile la frattura tra l’uomo e le sue azioni. Il risultato è un personaggio in costante disequilibrio, incapace di fermarsi anche quando intuisce la propria rovina.



Accostati, Amleto e Macbeth rivelano la portata della ricerca teatrale di Kim Rossi Stuart in quegli anni. Da un lato il dubbio paralizzante, dall’altro l’azione incontrollata; da una parte l’introspezione, dall’altra la deriva. In entrambi i casi, ciò che emerge è la volontà di evitare ogni rigidità interpretativa. I personaggi non sono icone, ma organismi vivi, attraversati da contraddizioni. È qui che si misura la maturità dell’attore: nella capacità di abitare i classici senza irrigidirli, rendendoli nuovamente urgenti.





lunedì 27 aprile 2026

"Tommaso" di Kim Rossi Stuart: la rivincita di un film che non ha paura di sembrare ridicolo











Diciamolo chiaramente: all’uscita di Tommaso, in molti hanno gridato al "déjà-vu". È stato sbrigativamente etichettato come l’ennesimo dramma ombelicale sull’uomo di mezza età in crisi d'identità. Ma a guardar bene, Kim Rossi Stuart ha fatto qualcosa di molto più coraggioso e radicale. Tommaso non è un’autocelebrazione; è, al contrario, una spietata e lucidissima coreografia dell’imbarazzo.

Mettendo a nudo le fragilità del suo protagonista, Rossi Stuart non cerca la nostra compassione, ma ci trascina in una farsa sentimentale brillante che trasforma la tragedia dell'anima in un irresistibile inciampo continuo. Ecco perché, a mio avviso, il film funziona fuori dai soliti schemi.

Il ritmo del "burlesco"

Tommaso si muove nel mondo come un personaggio delle comiche rimasto intrappolato in un film d'autore. C’è una fisicità quasi slapstick nel modo in cui gestisce i suoi rifiuti, i suoi scatti d’ira o le sue fughe. Il film corre su un binario ironico dove il protagonista diventa la prima vittima delle proprie assurdità, rendendo la visione leggera nonostante il peso dei temi trattati.

L’ironia come scudo

Kim Rossi Stuart non ha paura di rendersi ridicolo. Prende in giro il narcisismo maschile non con cattiveria, ma con una sorta di tenerezza tagliente. Si ride di lui perché ci si riconosce nei suoi fallimenti tattici, in quel voler controllare tutto e non riuscire a controllare nulla.



Una sensualità nervosa

È un film decisamente sexy, ma di un erotismo che nasce dalla tensione e dal non detto. Le figure femminili non sono solo "proiezioni", sono presenze vibranti che sfidano Tommaso, creando un gioco di attrazione e respingimento che dà al film una carica vitale autentica. La bellezza delle immagini non è mai fine a sé stessa, ma serve a sottolineare quel desiderio costante di connessione che il protagonista cerca disperatamente.

Il sentimento senza zucchero

Quando il film rallenta, non scivola nel patetico. Il lato sentimentale emerge dai piccoli gesti, dai silenzi dopo un litigio o dagli sguardi smarriti. È un amore "sporco", complicato dalle nevrosi, ma proprio per questo estremamente vero e meno artefatto di tanti romanzi cinematografici.

In breve, Tommaso è una danza scoordinata e vitale. È un film che preferisce un sorriso sghembo a un pianto liberatorio, ricordandoci che, anche nel pieno di un disastro personale, si può essere terribilmente affascinanti e buffi. È tempo di riscoprirlo per quello che è: un’opera onesta che non ha paura di inciampare.

Anna Maffei



giovedì 23 aprile 2026

I film belli come "Cosa sarà" con Kim Rossi Stuart e regia di Francesco Bruni sono 'eterni'


 Contatti

Web: www.palazzoesposizioni.it

Ingresso

libero fino a esaurimento posti con prenotazione consigliata

Prenotazione

Le prenotazioni si effettuano sulla pagina del film dalle ore 9 del giorno precedente alla proiezione fino a due ore prima.

Si prega di arrivare 10 minuti prima dell’inizio, altrimenti il posto viene assegnato al pubblico in attesa all’ingresso. Se impossibilitati a venire si prega di cancellare la prenotazione dall’area riservata sul sito, per permettere ad altri di partecipare.

Se i posti risultano esauriti online, è possibile accedere alle proiezioni senza prenotazione in caso di posti resi disponibili da rinunce e cancellazioni, presentandosi entro l’orario di inizio del film.

Reels dalle Storie del regista Bruni 






venerdì 17 aprile 2026

Kim Rossi Stuart: la sua romanità autentica tra misura, istinto e versatilità

 


Riguardando Cuore cattivo, emerge con chiarezza una delle qualità più distintive di Kim Rossi Stuart: una “romanità” che si sottrae a ogni forma di caricatura. Nel suo modo di interpretare non c’è mai compiacimento nell’accento o nei gesti, né la tentazione di scivolare nel cliché o nel realismo superficiale.

Al contrario, la sua presenza scenica si fonda su qualcosa di più profondo: una qualità interna, quasi etica. Non è semplicemente un modo di parlare o di muoversi, ma un modo di stare al mondo che si riflette nei personaggi. Anche nei momenti più istintivi, più viscerali, resta sempre una misura, una sorta di pudore che definisce e contiene l’emozione.

Questa autenticità diventa il punto di partenza della sua straordinaria versatilità. Proprio perché radicato in una verità così concreta, Rossi Stuart riesce a trasformarsi senza forzature, attraversando registri e mondi molto diversi tra loro. Si passa così dall’ambizione tormentata di Julien Sorel fino alle atmosfere eleganti e malinconiche de Il Gattopardo, senza mai perdere coerenza.

In questo equilibrio tra istinto e controllo, tra naturalezza e costruzione, si riconosce una delle qualità più rare del suo lavoro: la capacità di essere sempre autentico, anche quando cambia completamente pelle. Ed è forse proprio questa misura, discreta ma costante, a renderlo uno degli attori più interessanti del panorama italiano contemporaneo.




mercoledì 1 aprile 2026

"La prima volta -Storie d’amore con il grande schermo" . Intervista su Rai5 di Akim Zejjari a Kim Rossi Stuart


"La prima volta -Storie d’amore con il grande schermo" non è solo il racconto di percorsi artistici e umani, ma anche un’occasione per riflettere sulla profonda crisi che stanno attraversando le sale cinematografiche italiane. 

Nel primo episodio, Kim Rossi Stuart: dalle prime domeniche nel cinema parrocchiale alla maturità artistica come attore e regista, Kim Rossi Stuart racconta il suo percorso nel mondo del cinema. Un viaggio tra introspezione e esposizione, dove ogni ruolo è occasione di crescita e scoperta di sé.

Con uno sguardo sincero e intimo, l’attore ripercorre momenti chiave della carriera, le sfide dietro le quinte e il rapporto complesso con il grande schermo, mostrando come la passione e la disciplina abbiano modellato la sua vita professionale e personale. (dal sito Rai )

Qui stralci del programma  : aneddoti, racconti, anima, arte, bellezza, cinema, pensieri... Kim e il cinema da bambino ...(che voleva "sparire"☺️) ...Vincendo le paure 😎...🙃(parlando di 'eros' ) al cinema... le sale perdute, la sacralità del cinema ...

sabato 21 marzo 2026

Riflessioni sulla recitazione di Kim Rossi Stuart


 La magia silenziosa di Kim Rossi Stuart

Precisione millimetrica, naturalezza assoluta e una disciplina invisibile: cosa significa far “sparire” la tecnica. Non è facile spiegare la sensazione di vedere un attore che sembra non recitare.

Ma davanti a certe presenze sceniche, succede proprio questo: lo spettatore smette di osservare il gesto e comincia a vivere il momento.

Tutto sembra accadere senza sforzo. Una pausa arriva esattamente quando deve arrivare, ma non la percepiamo come scelta.

La voce si appoggia alle parole senza mai pesare. Il corpo si muove con una precisione che non tradisce mai la costruzione dietro di sé. Eppure nulla è lasciato al caso. 

Questa naturalezza - che somiglia tanto a spontaneità - è in realtà il risultato di un lavoro rigoroso, lungo, profondo. Una recitazione che nasce da grandi tradizioni: dalla ricerca di verità scenica di Konstantin Stanislavskij all’intensità interiore che caratterizza l’esperienza dell’Actors Studio. Due linee di pensiero diverse, sì, ma entrambe dirette a un comune traguardo: trasformare la tecnica in presenza, senza mediazioni.

Forse è proprio questo il punto più fragile e più alto della recitazione: quando smette di dichiararsi. Quando non chiede di essere guardata, ma creduta.

Quando il pensiero sembra nascere nel momento stesso in cui lo vediamo affiorare. Dentro questa leggerezza c’è disciplina.

Dentro questa apparente naturalezza c’è controllo. Dentro questa assenza di artificio c’è mestiere. Ed è in questo spazio sottile che si muove il lavoro di Kim Rossi Stuart.


La sua recitazione sembra trattenersi sempre un passo prima di mostrarsi, come se ogni elemento - il respiro, lo sguardo, il peso delle parole - fosse misurato, calibrato, pensato fino a scomparire.

E così accade qualcosa di raro: la costruzione non sparisce davvero, ma diventa indecifrabile. Non si vede più.

Resta solo la sensazione che non ci sia niente da guardare e, paradossalmente, non si riesce a distogliere lo sguardo.

Forse è anche per questo che molti continuano a "riconoscerlo" soprattutto nei volti della giovinezza o nei ruoli più noti. Ma il suo lavoro più profondo abita altrove: in una sottrazione costante, in una precisione che non cerca mai di farsi notare. È lì che si misura davvero la sua bravura. Non nel momento in cui si impone, ma in quello in cui scompare.

Non quando si fa ricordare, ma quando smette di chiedere di esserlo.

E allora, più che riconoscerlo, bisognerebbe imparare a "vederlo" davvero.

ANNA MAFFEI

L'articolo è anche nel sito "Dramma.it" a questo link 👉https://www.dramma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=40869%3Ala-magia-silenziosa-di-kim-rossi-stuart&catid=51&Itemid=28&fbclid=IwY2xjawQrmwpleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFGNGxVYzU3WVhWN2FCVVBVc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHlLvnFGDe64VHqn2NBK9YvTKJyk1VlSpCB45hUwv4f8n1WJ5ff9B5DK1DJld_aem_kKZuJg5XHIG5tK_YIPBCYQ


sabato 14 marzo 2026

2011: riconoscimenti ed emozioni nel percorso di Kim Rossi Stuart

 Ci sono artisti che lasciano parlare soprattutto il loro lavoro. Nel corso degli anni, Kim Rossi Stuart ha costruito il suo percorso con intensità, sensibilità e una discrezione che lo contraddistingue da sempre.

Il 2011 è stato un anno ricco di riconoscimenti: premi che non rappresentano soltanto un traguardo, ma il segno di un apprezzamento profondo per un modo di fare cinema autentico.

In questo post ho raccolto alcune immagini di quei momenti: piccoli frammenti di un anno importante, accolti con la consueta sobrietà e con la gratitudine di chi considera ogni riconoscimento parte di un cammino artistico più grande.

Nastro d'Argento al Migliore Attore Protagonista

 Premio Kinéo "Diamanti al Cinema" al Lancia cafè 

Premio Persol - Personaggio dell'anno.

Premio Flaiano: Pegaso d'oro come Miglior interprete maschile.


Sul palco del Taormina Film Fest, un momento di gioia spontanea. Un gesto leggero che racconta la felicità e la gratitudine per l’affetto ricevuto.