sabato 22 agosto 2026

Il Gattopardo di Netflix con Kim Rossi Stuart : oltre il mito del 1963, il ritorno alle pagine di Tomasi di Lampedusa

 


C’è un errore culturale che stiamo commettendo collettivamente: rifiutarsi o evitare  di guardare la  serie Il Gattopardo di Netflix per un malinteso senso di protezione verso il film di Luchino Visconti. È tempo di fare chiarezza con serietà.

 Questa imponente produzione cinematografica italiana non nasce per rifare il film del 1963, ma per compiere un atto di giustizia letteraria: rimettere al centro il romanzo capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Chi si sottrae alla visione per difendere un paragone storico sta perdendo l'opportunità di vivere una delle interpretazioni più viscerali, monumentali e spirituali della serialità contemporanea: quella di Kim Rossi Stuart nel ruolo di Don Fabrizio.















Il cinema di Visconti era un'opera d'arte a sé stante, ma l'adattamento cinematografico dell'epoca dovette necessariamente sacrificare la complessità interna delle pagine scritte. Questa serie non tradisce il testo; al contrario, scava i 'non detti', lo scandaglia. Kim Rossi Stuart non è partito da Burt Lancaster: è partito direttamente dalla parola stampata e dalle sensazioni che il personaggio gli suggeriva e che-stranamente- gli erano molto vicine fino a "catturarlo completamente (come più volte ha detto). Ha lavorato sul corpo, modificando la sua stessa fisicità per restituire quel Principe che, nel testo originale, camminava facendo tremare i pavimenti della sua dimora. La sua è una parabola che va dalla carne allo spirito. È il racconto di un uomo massiccio, fiero, ma logorato da una malinconia cosmica, che osserva la fine del suo mondo non con la rigidità di una statua, ma con la sofferenza di un essere umano in carne e ossa.Una dignità corale tutta italiana. Sminuire questa operazione significa anche ignorare la straordinaria prova di dignità che l'intera industria audiovisiva italiana ha dimostrato in questa produzione.

Benedetta Porcaroli dà a Concetta una voce e una centralità narrativa che il libro accenna e che qui esplode in tutta la sua dolorosa modernità.Francesco Colella, nei panni di Don Calogero Sedara, incarna magistralmente l'ascesa di quella nuova classe sociale cinica e affamata che stava per fagocitare la vecchia Sicilia. 

Non siamo di fronte a una copia sbiadita del passato, ma a un kolossal fiero e solenne che rivendica il diritto di tradurre i nostri classici per le generazioni del presente (e spingere i giovani a leggere il romanzo...) . A chi non ha mai visto il film del '63 e usa quel nome come scudo per non avvicinarsi alla serie, dico questo: lasciate da parte i pregiudizi sul "già visto". Questa è una storia di potere, di passioni devastanti, di giovinezza che morde la vita e di vecchiaia che si interroga sul senso della fine. Guardare questo lavoro significa dare valore al grande cinema italiano che non ha paura di osare, di investire e di confrontarsi con i giganti della letteratura mondiale.


domenica 2 agosto 2026

Una serata da ricordare: Kim Rossi Stuart a Todi per il "Festival Liberare la Bellezza "

 Liberare la bellezza: l'incontro con Kim Rossi Stuart

La bellezza non è un'illusione, ma una necessità per l'anima. L'appuntamento si è tenuto venerdì 31 luglio 2026 nella splendida cornice di Todi, presso il Giardino degli Amici dell'Orto, nell'ambito della quarta edizione del festival Liberare la bellezza.

 In questa occasione speciale, l'attore e regista Kim Rossi Stuart ha condiviso una riflessione profonda sul senso dell'arte, intesa come uno strumento vitale per risvegliare le coscienze e curare le ferite del quotidiano.

Il festival nasce proprio con l'obiettivo di riscoprire l'arte come bene comune, sottraendo lo splendore all'abitudine per riportarlo al centro della vita di tutti i giorni. Attraverso il racconto della sua personale ricerca interiore attraverso il cinema, l'ospite d'onore ha mostrato come non si parli di estetica superficiale, ma di una forza etica capace di unire le persone e ispirare il cambiamento. La nostra missione diventa quindi quella di raccogliere questa testimonianza e portare questa luce nella vita quotidiana, ricordandoci che la bellezza ha il potere di generare speranza e offrire nuove chiavi di lettura della realtà.

Nel video che ho messo alla fine c'è un bel ricordo di Kim del padre Giacomo Rossi Stuart, attore, nato, appunto, a Todi. E inoltre 'riconosce ed ammette', senza remore, che nei suoi tre film di regia c'è senz'altro un 'fil rouge' e spunti autobiografici. E a noi piace tanto, questa dichiarazione! 

Ringraziando l'organizzatore, regista Alberto Di Giglio che ha accolto la mia richiesta di far riferimento alla Pagina Facebook dedicata a Kim (cliccare) , ecco  foto e video

Qualche scatto a  della fotografa Silvia Bonetti