"Da autore - racconta - mi interessa l'esperienza. Si, forse tre film in 18 anni non sono tanti. Da una parte metto gli eventi accaduti: la pandemia, la guerra, le trasformazioni. Dall'altra anche il cambiamento del cinema, che sembra aver perso la sua vocazione introspettiva, culturale, in favore di un intrattenimento puro. A me piace, invece, l'idea di fare dei film 'necessari', non per passare due ore. La gestazione inevitabilmente così diventa più lunga e complessa. Poi - sorride - mettiamoci in mezzo anche tre figli, il matrimonio, tanta roba… Tra un pannolino e l'altro, il tempo passa"
Questa masterclass ha introdotto la 23ª edizione del Sudestival, il progetto dell’associazione culturale Sguardi, fondato e diretto da Michele Suma.
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